La storia della dimora - Villa del Castellaccio
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La storia della dimora

La Villa del Castellaccio: Un tesoro sconosciuto nella campagna toscana

In questa Villa il Maestro Giacomo Puccini compose, nell’estate del 1895, il 2° ed il 3° atto della “Bohème”.

La villa del Castellaccio si erge sulle colline di Uzzano, un piccolo comune della Valdinievole, situato tra le province di Pistoia e Lucca, a soli 5 km da Montecatini Terme.

Edificata come villa padronale nella prima metà del XVII secolo, sulle rovine di un preesistente edificio medievale abbandonato munito di torre di guardia, la Rocca di Tobbiano, (da qui il nome di “Castellaccio”) ha subito gli ultimi lavori di ampliamento e ristrutturazione attorno al 1850, ed è in questa veste che oggi si presenta alla nostra vista.

Nel corso della sua storia, la Villa è appartenuta a tre diverse nobili famiglie locali: i Toldi fino al maggio 1750, gli Orsi dal 1750 al 1926 e gli Anzilotti dal 1926 ad oggi.

Particolarità della villa è l’essere stata presa in affitto nell’estate del 1895, dal maestro Giacomo Puccini, il quale quì compose il 2° ed il 3° atto della Boheme. Lo testimoniano le foto dell’inventario degli oggetti concessi in locazione assieme alla Villa con la firma autografa del maestro – vedi documento – e le scritte che Puccini stesso ha lasciato sul muro del salottino al piano nobile della stessa – vedi documento – , recanti le date esatte del termine della composizione degli atti dell’opera, oltre allo stesso vincolo emesso nel 1913 dal competente ministero – vedi documento.

Villa del Castellaccio Archivio Comune di Uzzano nel 1698

Villa del Castellaccio Archivio Comune di Uzzano nel 1698
Il Castellaccio alla fine del 1800 - Vista della Villa da giardino posteriore
Rappresentazione della prima edificazione della Villa (1650-1750)
Il Castellaccio alla fine del 1800
Villa nella seconda metà del 1800
Villa ai tempi di Dionisio Anzilotti - 1930ca.

La villa, anche a causa di ciò, risulta già vincolata presso la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici per le province di Firenze e Pistoia nel 1913 secondo l’art 5 della legge 20 giugno 1909 n°364 – vedi documento – e successivamente riconosciuta di notevole interesse artistico e storico in base all’art. 71 della legge 1 giugno 1939 n° 1089 e del successivo testo unico del 2004 vedi documento, e fa parte della Associazione Dimore Storiche Italiane.

Attualmente la Villa è di proprietà della famiglia Anzilotti, che la usa come propria dimora privata.

Tale antica nobile famiglia proveniente dal Castello di Linguadoca, in provincia di Lione, legata agli Angeli di Lione e Nevers, si trasferì ad Uzzano attorno al 1514 e già nel 1642 eresse, tramite l’opera di Baldassarre e Iacopo Anzilotti, l’altare di S. Andrea nella chiesa dei Ss. Iacopo e Martino di Uzzano, apponendovi il proprio stemma di Famiglia.

Il Professor Dionisio Anzilotti, Accademico d’Italia, giudice e Presidente presso la Corte Permanente di Giustizia Internazionale dell’Aia, che acquistò la Villa dalla famiglia Orsi nel 1926, è il discendente diretto di questo ramo della famiglia Anzilotti e nonno dell’attuale proprietario, il Cav. Dr. Guido Anzilotti.

Nell’estate del 2013 la villa è stata oggetto di una approfondita visita del Prof. Vittorio Sgarbi, attento estimatore dei tesori storici ed artistici Italiani, il quale ha apprezzato molto lo splendido stato di conservazione di un così prezioso monumento.

Il Cav. Dr. Guido Anzilotti in compagnia del prof. Vittorio Sgarbi in visita alla villa.

GLI ESTERNI DELLA VILLA OGGI

Stemma Famiglia Anzilotti sulla faccia principale
Colonna del cancello lato destro
Vista con drone della villa del Castellaccio
Le Due scritte esterne sulla facciata della Villa del Castellaccio
Vista con drone del giardino posteriore
Giardino: vista posteriore
Una delle colonne del cancello della Villa del Castellaccio
Vista con drone del giardino anteriore della Villa del Castellaccio
Giardino: vista anteriore